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Abitare la cucina

Questo contributo è il primo di due momenti intorno all’ambiente “cucina”. Nascerà un confronto tra quella antica (quasi storica) e quella contemporanea (moderna e minimalista), proponendo due temi assai diversi, che vedono in questo luogo confrontarsi scene quotidiane e stili di vita talune volte opposti.

“.... Prediligiamo la patina del tempo, ben sapendo che è prodotta da mani sudate, da polpastrelli unti, da depositi di morte stagioni; la prediligiamo per quel lustro, e quegli scurimenti che ci ricordano il passato, e la vastità del tempo .... Un cofanetto, un tavolo minuscolo, una mensola a muro, tutti quegli antichi oggetti … la cucina” 1 (Tanizaki Junichiro, “Libro d’ombra”, Bompiani, Milano 1995;)

Pare che il peso del tempo incida sul sapore delle cose , come se, il tempo stesso storicizzandole gli permetta un più forte spessore di indubbio e oggettivo gusto. Trovo si tratti solo di gusti, solo di personali tendenze ed accettazioni. E’ appunto il caso della cucina, che ancor oggi è drasticamente divisa dall’essere riferita: al passato o alle nuove tendenze e tecnologie; la ribatteria ottocentesca contro il minimalismo iperfunzionale. In questa sede non vorrei praticare uno schieramento, ovvero, nel distinguo mostrare appartenenza all’una o l’altra classe. Credo al più, alla cucina quale luogo del quotidiano, territorio d’ogni evento familiare, intimo ambiente ove sia di giorno sia di notte la famiglia vive momenti di comunione e di rito, e come tale, prescindendo dal suo aspetto, debba necessariamente esser accogliente, funzionale ed ergonomicamente corretta, nonché vestire a pennello come l’abito di un rinomato sarto.

L’ambiente cucina mostra tutta la propria dimensione domestica, a mio avviso esso rimane l’ombelico, il baricentro, la cerniera dell’abitare in genere; crocevia logistico tra la casa pubblica (area di rappresentanza) e la casa privata (area zona letti), poiché vivendo a cavallo tra queste, può esser un po’ dell’una e un po’ dell’altra; in altre parole “abitare la cucina” è il proprio modo di vivere la casa, sia nel suo insieme, sia nella sua totalità. In tal senso occorre comprendere talune mutazioni che nel tempo la cucina ha subito. Nel “De Lingua Latina” Marco Terenzio Vairone (116-26 A.C.) indica al sequenza cronologica della cottura "la natura dimostra che gli uomini cominciarono da prima a far uso di carni arrostite, in un secondo momento di carni bollite e da ultimo di carni al sugo".

Fuoco, ferro, calderone, pentole. ll fuoco entra dal 11^ secolo A.C. nel banco in muratura appoggiato alla parete perimetrale. Stabilizza la funzione del luogo: pieno in mattoni, fornelli e tripodi bassi di ferro. Il grande camino per tutto il medioevo riscalda e cuoce i cibi della gente comune. Nei palazzotti e nei castelli dei signori la cucina ha sede separata. E' un vero e proprio edificio e alloggia la brigata e i suoi familiari. Nel rinascimento, le cucine sono nei piani inferiori di ville e palazzi .... nel sottosuolo le cantine. Per la cottura un grande focolare ed il camino alla parete .... Sarà' il secolo romantico a rivoluzionare l’impianto della cucina. La grande stufa di ghisa con i forni incorporati alimentata a legna e carbone subisce profonde modificazioni ponendolo da mero luogo del cucinare a luogo del vivere.

Associato al centro della vita della famiglia e della donna, la cucina, ha assunto nel corso del tempo un ruolo alterno legato al mutare degli stili di vita. Al passaggio dalla sala da pranzo al tinello, corrispose la comparsa a tavola della pentola al posto della zuppiera .... mentre la cucina entrava nella tavola, la donna ne usciva insieme al suo status di angelo della famiglia.

Una prima concreta testimonianza si registrò già negli anni 20 e 30 in Germania e negli U.S.A. La cucina funzionalista è concepita come una organizzazione razionale degli spazi minimi e della razionalizzazione delle fasi di lavoro .... la razionalizzazione ha come scopi principali -.nell'organizzazione domestica - di semplificare i compiti della donna di casa, diminuendo le sue fatiche" (L'organizzazione dell' «abitation minimum».Victor Bourgeoi).

La vita domestica consiste in un susseguirsi regolare di funzioni precise. Il regolare susseguirsi di queste funzioni costituisce un fenomeno di circolazione. La circolazione esatta, economica, rapida, è il perno dell'architettura contemporanea, le precise funzioni della vita domestica esigono spazi diversi la cui sistemazione minima può essere fissata con una certa esattezza; per ogni funzione occorre una «capacità minima tipo», standard, necessaria e sufficiente (scala umana), il susseguirsi di queste funzioni viene stabilito secondo una logica che è di ordine biologico piuttosto che geometrico (Analisi degli elementi fondamentali del problema della «maison minimum». Le Corbusier.

Si dovrà arrivare alla Frankfurten Kuche (Weissenhof 1927) per veder comparire la prima vera cucina in linea concepita quale modello di unità lavorativa definita “la prima cucina di massa” dove i suoi vari componenti offriranno una flessibilità non prima nota.

written by Walter Angelico

Emanuele Walter Angelico, architetto PhD, si laurea a Palermo dove vive e lavora – è docente in Architettura e si occupa di tecnologie e di design. Completano la formazione e figura di Ricercatore/Progettista una intensa attività di partecipazione a Convegni Nazionali e Internazionali, unitamente alla pubblicazione di articoli e saggi su volumi e riviste di settore.

 

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