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Immagine per il produttore Andy Warhol

Andy Warhol

Andrew Warhol nasce nel 1928 a Pittsburgh da genitori di origine slovacca. Da bambino soffre di crisi nervose e durante le convalescenze ritaglia figurine di carta e colora album, mentre a dieci anni colleziona fotografie e autografi di star del cinema. Nel 1949 si trasferisce a New York, dove lavora come grafico per diverse riviste, tra cui “New Yorker” e “Harper’s Bazaar”, oltre a collaborare con agenzie di pubblicità per calzature e accessori d’abbigliamento femminile. Il linguaggio visivo della pubblicità gli fornisce spunti per riflettere sul ruolo delle immagini, sui procedimenti di diffusione e sul loro consumo commerciale. Da qui la decisione di rielaborare quelle più assorbite dalla classe media americana e ricorre alla serigrafia per riprodurre su tela le immagini della zuppa Campbell e delle bottiglie di Coca-Cola. Nel frattempo cambia il suo nome in Andy Warhol e comincia ad esporre in alcune gallerie newyorkesi e a ricevere premi e riconoscimenti.

Nel 1956 i suoi disegni di calzature vengono esposti al Museum of Modern Art di New York e fonda la Andy Warho Enterprises, azienda addetta alla vendita delle sue opere e nel 1962, nel cuore di Manhattan, apre la Factory: concepisce il suo atelier come una vera e propria fabbrica multidisciplinare, in cui prendono vita opere, film e performance musical insieme agli artisti, musicisti e scrittori che la frequentano. Realizza la serie Death and Disaster ispirata ad un incidente aereo e, sempre sul tema della morte Elecrtic Chair, presentata a Parigi alla galleria di Ileana Sonnabend, mercante d’arte e moglie del collezionista Leo Castelli. Sempre in questo periodo inizia i ritratti di Marlyn Monroe ed Elvis Presley. I volti risultano asettici, privi di dettagli fisiognomici e di ogni pathos che li renda espressivi, ma vengono trattati come prodotti del consumo di massa. Sono del 1966 gli happening multimediali con la cantante Nico e i Velvet Underground, dei quali produrrà il primo album.

Nel 1968 il Moderna Museet di Stoccolma gli dedica la prima retrospettiva europea e in quello stesso anno Valerie Solanas (artista fondatrice e unico membro della Società per fare a pezzi gli uomini) entra nella Factory, e gli spara: Warhol riporta gravi ferite ma riesce a sopravvivere grazie a un’operazione. Trascorre due mesi in ospedale e da quel momento riduce drasticamente le sue apparizioni pubbliche. Nel 1971 disegna la copertina dell’album Sticky Fingers dei Rolling Stones e riprende a dipingere con il ciclo su Mao, esposto nel 1974 al Musée Galliera di Parigi. Intanto esegue su commissione i ritratti di Mick Jagger, Sylvester Stallone, Brigitte Bardot, Carolina di Monaco. Nel 1980 visita Roma e ha udienza da Giovanni Paolo II e nel 1986 realizza Last Supper, ispirata al Cenacolo di Leonardo, presentata al Palazzo delle Stelline di Milano. Dopo aver incarnato il cambiamento socio culturale della sua epoca, oltre ad essere l’artista più rappresentativo della Pop Art, si spegne a New York nel 1987, per una complicazione post-operatoria a seguito di un banale intervento alla cistifellea.

Nasce a New York per sua volontà la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, con l’obiettivo di sostenere artisti emergenti, musei e istituzioni culturali. Nel 1990 a Pittsburgh nasce l’Andy Warhol Museum

Andrew Warhol nasce nel 1928 a Pittsburgh da genitori di origine slovacca. Da bambino soffre di crisi nervose e durante le convalescenze ritaglia figurine di carta e colora album, mentre a dieci anni colleziona fotografie e autografi di star del cinema. Nel 1949 si trasferisce a New York, dove lavora come grafico per diverse riviste, tra cui “New Yorker” e “Harper’s Bazaar”, oltre a collaborare con agenzie di pubblicità per calzature e accessori d’abbigliamento femminile. Il linguaggio visivo...