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Il videomapping: nuova forma di comunicare l'arte

La tecnologia svolge un ruolo centrale sia nelle nostre vite che nella società, rivoluzionando, ad oggi, ogni tipo di ambito. Negli ultimi anni, questo mondo ha introdotto al suo interno tante novità generando anche nuove forme d’arte con sistemi interattivi; tra queste troviamo il videomapping che si fonda sulla strategia immersiva e innovativa.

Il videomapping consiste nella mappatura di grandi superfici come un edificio, la facciata di una chiesa, o anche parchi e giardini. Questa tecnica, infatti, si esprime in superfici proiettabili nuovi applicabili a ogni tipo di architettura, sia naturale che artificiale. L’immagine mappata su un oggetto, che vede la proiezione come “nuova pelle dell’oggetto volumetrico, fatta di luce, immagini, video ed animazioni in 2D e 3D, diventa dunque un “ibrido” con il contenuto visivo, rendendo questa commistione arte digitale. La tecnologia che assume le forme di immagini, suoni, luci, hardware e software crea un tutt’uno con gli attori-spettatori, i quali si ritrovano immersi in uno spettacolo di forte impatto visivo ed emozionale, che crea un effetto di shock e di meraviglia.

Le proiezioni uniscono l’arte, la tecnologia e la storia artistica del posto stesso, creando un filo conduttore tra questi ambiti, che possono sembrare diversi ma che oggi si uniscono perfettamente con un obiettivo ben preciso: valorizzare l’arte. Ne è un esempio lo spettacolo multimediale ed immersivo prodotto nella chiesa barocca di Santa Caterina d’Alessandria, in piazza Bellini. Si tratta della prima esperienza immersiva mai realizzato in città, che ha riscosso un successo tale da prolungare la durata delle proiezioni fino a fine luglio. Il videomapping in questione è realizzato con una tecnologia innovativa 4K, dove giochi di luce, colori e suoni che animano le pareti della Chiesa, donano dinamicità e movimento alle pareti della chiesa. Lo spettacolo dura 30 minuti, tempo in cui lo spettatore è completamente avvolto dalle proiezioni e dall’ambiente coinvolgente che si crea. 

Si tratta di una nuova forma di coinvolgimento per la fruizione di luoghi e monumenti attraverso nuove forme di espressione delle tecnologie più all’avanguardia. Recentemente il videomapping, infatti, viene utilizzato in diversi ambiti, come quello architettonico, industriale ma anche culturale ed artistico con applicazione nei siti monumentali delle città. Sono tanti i musei e le chiese che usano le proiezioni per dare allo spettatore una nuova forma di coinvolgimento grazie ai nuovi dispositivi a disposizione dei creativi.

L’uso del videomapping porta con sé diversi vantaggi come la spettacolarizzazione e condivisione dell’evento dove il pubblico non è più spettatore passivo ma può usufruire delle forme creative in luoghi collettivi, diventando virale, soprattutto sui social.

Spesso le persone hanno paura delle nuove tecnologie, non riescono a percepire il loro potenziale e vengono interpretate in modo negativo, come qualcosa che ci isola dal resto del mondo e ci chiude in una bolla tecnologica. Ma non è questo il caso perché lo spettacolo in questione è riuscito ad unire e coinvolgere la collettività a tal punto da prolungare la durata dell’evento che è stato parecchio apprezzato e sicuramente ha centrato uno degli obiettivi principali di oggi: avvicinare le persone all’arte attraverso nuove forme espressive all’insegna della dinamicità e dell’innovazione digitale.

written by Silvia Santodonato

Appassionata da sempre di arte,  laureata in storia  dell'arte contemporanea presso l'Università degli studi di Palermo,  di recente ha raggiunto ottimi livelli nell'ambito dell' Art Blogger. Il suo innamoramento con la pittura nasce dal rinascimento per sfociare nell' "Informale".

 

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