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Immagine per il produttore Piero Guccione

Piero Guccione

Piero Guccione nasce a Scicli nel 1935. Nella natia Sicilia frequenta l’Istituto d’Arte di Catania e in seguito l’Accademia di Belle Arti di Roma, e dal 1954 si stabilisce nella capitale. Qui frequenta gli artisti realisti, ma è l’espressionismo informale ad interessargli maggiormente. Dal 1958, per oltre un decennio prende parte con l’archeologo Fabrizio Mori alle missioni paletnologiche nel Sarah libico, per rilevare pitture rupestri. È un’esperienza fondamentale per le esperienze artistiche di quel periodo tanto che, nel 1961 su richiesta dell’American Federation of Art, la Columbia University di New York gli organizza una personale in cui presenta opere ispirate ai graffiti delle civiltà preistoriche sahariane, esposizione ospitata successivamente anche in altre università statunitensi.. Dal 1962 al 1964 aderisce al gruppo Il pro e il contro, comprendente gli artisti Attardi, Calabria, Vespignani, Ferroni, Guerreschi, Giaquinto, sostenuti da critici di area marxista come Del Guercio, Micacchi e Morosini. Sono gli anni in cui la sua pittura risente dell’influenza baconiana, palesemente evidente in veri e propri omaggi al maestro inglese, trovando riscontro da parte delle gallerie romane.

Nel 1966 Guccione espone per la prima volta alla Biennale di Venezia, con un trittico di ascendenza pop. Vi ritornerà in altre quattro edizioni, nel ’72, ’78, ’82 e ’88, declinandone l’invito nel ’93 e ’95. Durante la seconda metà degli anni ’60 realizza il ciclio di dipinti in cui rappresenta automobili e diventa assistente di Renato Guttuso all’Accademia di Belle Arti di Catania. Nel 1971 tiene un’antologica a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e dieci anni dopo, anno in cui partecipa alla Biennale di San Paolo accantona temporaneamente la pittura ad olio e utilizza il pastello: da qui nascono i due importanti cicli del Viaggio attorno a Caspar David Friedrich e del carrubo, tipico albero siciliano.

Riprende a lavorare con la pittura ad olio vent’anni dopo, periodo che coincide con esposizioni a New York, Chicago e Basilea. Tra l’87 e il ’90 gli vengono dedicate diverse antologiche. Piero Guccione muore a Modica nell’ottobre del 2018. La sua produzione da un lato cita opere del passato, dal Rinascimento all’arte contemporanea, tuttavia senza mai scendere in convenzionali d’apres; dall’altro esprime l’essenza e il valore del mare come stato emotivo. È considerato fra gli esponenti più rappresentativi del realismo, e sul suo lavoro hanno scritto autorevoli critici e letterati come Marco Goldin, Susan Sontag, Roberto Tassi, Gesualdo Bufalino ed Enzo Siciliano.

Piero Guccione nasce a Scicli nel 1935. Nella natia Sicilia frequenta l’Istituto d’Arte di Catania e in seguito l’Accademia di Belle Arti di Roma, e dal 1954 si stabilisce nella capitale. Qui frequenta gli artisti realisti, ma è l’espressionismo informale ad interessargli maggiormente. Dal 1958, per oltre un decennio prende parte con l’archeologo Fabrizio Mori alle missioni paletnologiche nel Sarah libico, per rilevare pitture rupestri. È un’esperienza fondamentale per le esperienze artistiche...

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