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Immagine per il produttore Renato Guttuso

Renato Guttuso

Renato Guttuso nasce a Bagheria nel 1912. Si forma nella bottega del futurista Pippo Rizzo e a sedici anni espone nella Mostra Sindacale Siciliana a Palermo. Dall’anno successivo collabora con diverse riviste e con i primi soggetti esprime la sua predilezione per una pittura impegnata, mentre nel 1933 viene sospeso dal giornale l’“Ora” di Palermo e censurato dal governo Fascista per il suo primo articolo su Picasso. In seguito espone per la seconda volta a Milano alla Galleria del Milione con il Gruppo dei Quattro, formato da Giovanni Barbera, Nino Franchina e Lia Pasqualina Noto, con i quali condivide la polemica contro il primitivismo del Novecento. Sempre a Milano condivide l’atelier con gli artisti Birolli, Sassu, Manzù, Fontana, e stringe amicizia con intellettuali come Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Edoardo Persico.

Nel 1937 si stabilisce a Roma e il suo studio diventa luogo di incontri culturali; frequenta Alberto Moravia, Antonello Trombadori, Mario Alicata, figure determinanti quando nel 1940 aderisce al PCI. In quegli anni dipinge le sue straordinarie nature morte, Fucilazione in campagna (dedicata a Federico Garcia Lorca), Fuga dall’Etna, vincitrice del terzo premio a Bergamo. Scrive come critico per “Le Arti”, “Primato”, “Il Selvaggio”, diretto da Mino Maccari, che riserva un’intera uscita ai suoi disegni. Prosegue la sua produzione artistica realizzando nudi, paesaggi, nature morte, e fra le altre opere anche la Crocefissione, il capolavoro che gli permette di imporsi alla critica e al pubblico, certamente fra i dipinti più rappresentativi del Novecento. Nonostante nel 1942 sia secondo al Premio Bergamo, il quadro viene censurato dal Vaticano.

Nello stesso periodo Guttuso esordisce come scenografo musicale firmando le scene e i costumi dell’Histoire du Soldat, rappresentato al Teatro delle Arti di Roma, diretto da Anton Giulio Bragaglia. Nel 1943 è costretto a rifugiarsi a Genova Quarto dall’amico e mecenate Alberto della Ragione, e prende parte alla resistenza antifascista anche attraverso testimonianze visive con la serie dei disegni Gott mitt Uns. Nel 1947 insieme agli amici artisti Birolli, Vedova, Marchiori e al gallerista Cairola fonda il movimento Fronte Nuovo delle Arti e la sua pittura dona dignità a temi sociali e alla fatica quotidiana del lavoro: cucitrici, picconieri, manifestazioni di contadini. Dagli anni Cinquanta la sua produzione si identifica con la corrente Realista, genere politicamente impegnato accanto al PCI, e il più delle volte in polemica con le ricerche condotte dal filone astratto. Si schiera a favore del realismo anche continuando a scrivere di critica e teoria dell’arte negli articoli pubblicati per le più illustri riviste di italiane e internazionali; e nel 1972, oltre a ricevere il Premio Lenin, gli viene dedicata una retrospettiva nelle maggiori capitali dell’Est Europa. Tra le istituzioni che gli hanno dedicato una mostra figurano il Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi, la Galleria d’Atre Moderna di Bologna, Palazzo Grassi di Venezia, Palazzo Reale di Milano, la Whitechapel Art Gallery di Londra, le Civiche Gallerie di Ferrara, La Galleria d’Arte Moderna di Roma, città dove muore nel 1987.

Renato Guttuso nasce a Bagheria nel 1912. Si forma nella bottega del futurista Pippo Rizzo e a sedici anni espone nella Mostra Sindacale Siciliana a Palermo. Dall’anno successivo collabora con diverse riviste e con i primi soggetti esprime la sua predilezione per una pittura impegnata, mentre nel 1933 viene sospeso dal giornale l’“Ora” di Palermo e censurato dal governo Fascista per il suo primo articolo su Picasso. In seguito espone per la seconda volta a Milano alla Galleria del Milione con...

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