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Immagine per il produttore Renzo Vespignani

Renzo Vespignani

Renzo Vespignani nasce a Roma nel 1924. Inizia a disegnare e a dedicarsi all’incisione durante gli anni dell’occupazione tedesca di Roma, periodo scrupolosamente documentato in un diario che diventerà testimonianza essenziale per la ricostruzione della sua vita personale e artistica. In questi anni frequenta lo studio di Franco Gentilini e ha modo di entrare in contatto con diversi esponenti della Scuola romana e infatti la sua produzione iniziale è contaminata anche dall’espressionismo grafico di George Grosz e Otto Dix. Dopo aver esposto nelle prime mostra Roma, comincia ad affacciarsi sulla scena milanese e da lì anche su quella internazionale, a Parigi e New York: alcune delle sue opere, tra cui intere tirature di incisioni, vengono acquistate dal Museum of Modern Art. Nel 1950 partecipa alla XXV Biennale di Venezia ottenendo il primo premio per il bianco e nero; vi prende parte alle future edizioni fino al 1956, rifiutando di esporre alla VI Quadriennale di Roma.

Continua a pubblicare scritti e opere per le riviste “Mondo Operaio”, ”Civiltà delle Macchine”, ”Rinascita”, e sempre nel 1956 espone presso la galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis insieme ad Attardi, Brunori, Dorazio, Muccini, Perilli, Scarpitta. Nello stesso anno fonda con alcuni amici registi, architetti e letterati, come Elio Petri, Giuseppe Zigaina, Elio Vittorini la rivista “Città Aperta”, con cui manifesta il distacco delle nuove generazioni dal Neorealismo, esprimendo il passaggio dagli entusiasmi nutriti durante il Dopoguerra, alla realtà piatta di un’Italia arricchita. Intanto prosegue con le mostre sia in Italia che all’estero: Chicago, Boston, San Francisco, Los Angeles, Vienna, San Paolo del Brasile e nel 1959 è presentato da Dario Micacchi alla Quadriennale romana con una sala interamente dedicata a lui. Insieme a Guccione, Attardi, Ferroni, Calabria, Guerreschi e Gianquinto fonda il gruppo “Il pro e il contro”, punto di riferimento per le nuove ricerche neofigurali. Dal 1969 lavora a grandi cicli pittorici sulla crisi della società del benessere.

Nel 1976 vince Il Premio per la Pittura del Presidente della Repubblica, assegnato dall’Accademia Nazionale di San Luca. Nella produzione del Vespignani pittore-scrittore continua ad essere predominante la componente letteraria e illustra opere di Kafka, Boccaccio, Eliot, Leopardi, Porta. Nel 1985 espone all’Accademia di Francia il ciclo Come mosche nel miele, confronto con la tematica urbana affrontata da Pasolini. Nel 1981 parte per la prima volta per gli Stati Uniti, e negli anni successivi vi torna spesso, soprattutto a New York. Alla realtà americana dedica il ciclo Manatthan Transfer, presentato nel 1991 a Palazzo delle Esposizioni. Nel 1991 è eletto Presidente dell’Accademia di San Luca. Muore a Roma nel 2001.

Renzo Vespignani nasce a Roma nel 1924. Inizia a disegnare e a dedicarsi all’incisione durante gli anni dell’occupazione tedesca di Roma, periodo scrupolosamente documentato in un diario che diventerà testimonianza essenziale per la ricostruzione della sua vita personale e artistica. In questi anni frequenta lo studio di Franco Gentilini e ha modo di entrare in contatto con diversi esponenti della Scuola romana e infatti la sua produzione iniziale è contaminata anche dall’espressionismo grafico...

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